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Sezione: scuola e università inserito il: 27/06/2012
Università italiane, tra le migliori d’Europa
Le università italiane sono tra le migliori d’Europa, visto che riescono a sfornare fior di professionisti tanto che si continua ad assistere alla fuga di cervelli italiani all’estero. E’ il paso successivo il vero problema italiano, la ricerca, non perché le nuove leve non siano all’altezza, tutt’altro, ma semplicemente perché le strutture e soprattutto i finanziamenti, sono ridotti veramente al lumicino.

Nei pochi centri di ricerca che spesso devono fare i conti con una mancanza di risorse ormai consolidata, purtroppo, spesso vengono alla luce soluzioni a dir poco brillanti. Molte scoperte sono opera dei pochi centri di ricerca italiani e hanno ancor più valore proprio per il fatto che i laboratori devono tirare aventi con le poche risorse disponibili.

Tuttavia, in alcune discipline, in particolar modo quelle tecnico-scientifiche, i metodi di studio adottati dalle università italiane non sono più al passo con i tempi, anche in questo caso per la mancanza di fondi. Per esempio, uno studente in medicina ormai al terzo anno, dovrebbe poter frequentare i vari reparti degli ospedali con maggior assiduità, perché certamente quello che si impara e soprattutto si verifica sul campo, non lo si potrà mai imparare dai libri.

Per questo, per esempio, le università inglesi sono decisamente parecchi passi avanti, tanto è vero che tra i molti italiani a Londra, la maggior parte è rappresentata da studenti che prendono le specializzazioni in università londinesi, frequenza che oltre tutto ha una valenza decisamente più rilevante in un curriculum. I metodi di studio adottati in Gran Bretagna, infatti, sono diversi dai nostri in particolar modo per le applicazioni sul campo anche durante la frequenza universitaria, non soltanto una volta conseguita la laurea. Ecco perché per molti studenti vivere a Londra è, più che una scelta di vita, una vera necessità, che alla fine potrebbe fare la differenza tra trovare una occupazione compatibile con la propria preparazione e il stare disoccupati.

Inoltre, per molti studenti è molto più facile trovare un lavoro che consenta loro di sbarcare il lunario e di mantenersi agli studi oltre Manica, piuttosto che in Italia, in particolar modo in un momento di crisi come quello attuale che vede il nostro Paese molto in sofferenza, ben più dei suoi partner europei.

Se il discorso degli studi all’estero sono validi per le materie scientifiche, lo sono decisamente meno per quelle umanistiche, legali e commerciali, da sempre fiore all’occhiello delle università italiane, che vantano una tradizione di prim’ordine in tal senso. Non per niente l’Italia è la nazione con il più grande patrimonio artistico e culturale d’Europa, per cui essere i migliori in questo campo è quasi in obbligo.

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